Lessico e Nuvole

21 02 2009

da Il Venerdì di Repubblica del 20.02.2009

lessicoenuvole

Frasi a nastro

“Poesie scrivo di getto” ; “Scrivo di getto poesie”; “di getto scrivo poesie”; “getto poesie, scrivo “di””.

Questo esempio di “frase a nastro” del celebre Johnny Palomba, il misterioso recensore cinematografico mascherato della Fandango ci mostra che le frasi a nastro sono di due tipi: quelle in cui il significato cambia e quelle in cui non cambia. Qui cambia solo nell’ultimo “rivolto”, in cui la storia di un poeta improvvisatore diventa la storia di un poeta pentito che decide di scrivere solo preposizioni.

A proposito di poesia, una volta usavano certe dimostrazioni dell’esistenza della “poesia”, intesa come spirito ineffabile. Una molto classica consisteva nel permutare le parole del verso leopardiano “Dolce e chiara è la notte e senza vento”. Basta dire “Chiara e dolce…” e la poesia è distrutta. Figuriamoci se la prendiamo come frase a nastro, e diciamo “vento dolce e chiara è la notte e senza”.

La frase a nastro, infatti, è una permutazione, ma non è una permutazione libera. Le parole restano nella stessa sequenza, cambia solo il punto da cui si incomincia a leggere. All’esempio leopardiano mi ha fatto pensare il lettore Senza Regola che propone un altro passaggio dello stesso autore:

1. “Onde, siccome suole, / ornare”; versione originale.

2. “Ornare onde, siccome suole”: abbellire marosi (o forse, per metafora, i capelli) allo stesso modo in cui ci si decora la parte inferiore delle scarpe.

3. “Suole ornare: “onde”, “siccome”” : è abituata ad abbellire i suoi discorsi con l’uso di parolette arcaiche e preziose.

4. “Siccome suole ornare onde”: dal momento che è abituata a decorarsi l’ondulata capigliatura…

Si potrebbe arrivare alla forma della frase a nastro sovrapposto, aggiungendo un rivolto numero cinque, in cui ritorna una parola in due sensi diversi. Applicandolo al rivolto tre viene fuori: “Suole ornare onde siccome suole”, cioè: “è abituata ad abbellire capigliature come fossero suole di scarpe”; nella migliore delle ipotesi, ad attaccare chewing-gum ai capelli. Si tratta di una ragazza che commenta malevolmente l’acconciatura di un’altra. Commento a cui si può rispondere solo: “Cosa vuoi, la donzelletta vien dalla campagna…”.

Annunci

Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: