Festival della canzone Italiana

8 03 2010

da Liberazione del 23.02.2010
Johnny Palomba: «Quellocaffatto òrchestra lo dovessimodafà tutti!»
di Boris Sollazzo

Recinzioni. Basterebbe questa parola per consegnare alla leggenda un critico cinematografico. Johnny Palomba è molto di più: nel nuovo millennio ha scritto libri a palate (Critiche perimetrali, operette molari, cotica della ragion pura, Tuttopalomba) e recensito, pardon recintato, così tanti film che Morandini e Mereghetti cominciano a preoccuparsi.
La sua biografia, su cui trovate le sue recinzioni e anche alcune letture pubbliche – riporta una nascita colombiana, un passato da guerrigliero e trafficante di smeraldi, una detenzione e un’evasione. Gira col passamontagna, parla italiano con accento straniero, ma scrive e legge in romanesco perfetto. Già, perchè per quei pochi che non lo sapessero, lui è quel genialoide che offre da una decina d’anni critiche satiriche dei film nel linguaggio «di un bambino della periferia della capitale».
Alcuni maligni sostenevano fosse l’alter ego di Valerio Mastandrea (che per primo lo lesse – ma lo capì? – a “Parla con me” di Serena Dandini), di Ascanio Celestini (altro suo lettore pubblico) o di Domenico Procacci, che gli ha messo in mano la «testata giornalistica semiclandestina», dove tutto è all’insegna di un’acuta anarchia e di una libertà divertita e divertente (anche grazie alla collaborazione del colto e ironico Nicola Roumeliotis che lo affianca in “Zero in condotta”, due ore dal lunedì al venerdì in radio).
Tutte calunnie, nella civiltà dell’immagine e dell’apparire il nostro rimane un’incognita, un mister X. Sappiamo solo che è letale e (a suo modo) elegante come una Palomba. Anzi, una Palombella, magari rossa, visto che tra gli inviti illustri si è visto recapitare a casa anche una richiesta di performance da parte di Nanni Moretti. Che gli ha fatto da spalla.
Johnny, divenuto una firma autorevole, ha abbandonato la timidezza dei primi anni, e ora se ne va in giro alla luce del sole. Con una felpa, un passamontagna e occhiali da sole. Salvo cambiarsi in bagno, dicono, come un supereroe. E ora, oltre al cinema, si diletta nel “recintare” (lui recinta ciò che critica, per poi colpirlo al centro) anche altro: i funerali di Giovanni Paolo II, una visita all’Ikea, persino momenti pubblici e politici (ancora ricordiamo e ridiamo di una serata per Emergency in cui sul palco parlò anche di Berlusconi). Ecco perchè per Liberazione, Johnny Palomba si diletta nell’offrirci il suo Sanremo. E si salvi chi può.

Allora, Johnny: un Pupo, un principe e un tenore… ma cos’è, una barzelletta?
a me sta triade nummepare pèggnente nabbarzelletta perché nfatti fatece caso ma oggicomeoggi potrebbero trancuillamentissimamente ricoprì tre cariche istituzzonali importantissime. E Pupo è un signore e armeno le mignotte lui le pagherebbe. Erprincipe nullosò.

Perfetto, cominciamo bene. Passiamo a un’altra polemica: a Sanremo ci sono stati superospiti o superbufale?
io direi indubbissimamente e senza esitazione superospiti perché nfatti le bufale pultroppo ereno impegnate affà la conduzione.

La Gialappa’s Band ci ha lasciato orfani del loro “Rai dire Sanremo”. Non è che per il prossimo anno ci pensi tu, magari dalla tua RadioFandango?
i gialappi questanno nuncesò annati perché sesà che cuanno un programma diventa commico de suo è sempre più difficile da commentà eallora se popo cè cuarcheduno che se deve sacrificà allora io sò pronto senza induggi senza sé e senza mà perché commentà saremo è umpo’ come sta sulla riva derfiume evvedé stoporo paese che cola appicco. L’importante sesà è commentà da umposto arriparo.

Sai svelarci il motivo dell’incredibile successo di Antonella Clerici? Una noia mortale, ma audience al massimo…
ersuccesso de antonella crerici se spiega morto sempricemente: cuella grannissima cagata derfirm paranormalattiviti ancassato unzacco de sordi e nun faceva paura. antonella crerici mà terorizzato deppiù mà fatto popo cacà sotto, vuoi mette erconfronto?

Il solito criticone. E allora facci qualche “recinzione” delle canzoni in gara. Quali sono le tue preferite?
pè poté fà na recinzione dee canzoni de saremo bisogna avelle ascortate e io morto modestamente ciò avuto erbuongusto de addormentamme morto prima.

Ok, te la metto giù dura. Sanremo sì o Sanremo no? Avanti, butta giù la maschera….tranquillo Johnny, era solo un modo di dire…
io sò sempre favorevolissimo a saremo masserve uncambiamento radicalissimo eallora invece dellariston serve magara umposto più trancuillo e più itagliano tipo na pizzeria eppoi bisogna fallo inunaserata sola e astopunto lo potrebbe da conduce trancuillamente ercammeriere e soprattutto ivincitori potrebbero vince pé arzata de mano mica cò dù miioni de esseemmeesse mannati a raffica da mariadefilippi

E tu a Sanremo ci andresti? E su…che alla fine a quel palco non resiste nessuno
io la canzone pé saremo cellò nercassetto. magara ce cascheno. ma soprattutto penzo sia giusto pé erbuongusto de tutti che laggente faccino come me: a saremo bisogna andacce mascherati perché certe facce già in radio sò de troppo.

L’ultima domanda è per gli orchestrali. Ti aspettavi qualcosa del genere? Hanno fatto una cosa alla Palomba!
cuello caffatto òrchestra è cuello che dovessimodafà tutti. in senzo più ampio. E sesemio capiti. Maché davero?

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