Palomba nella mischia

1 02 2008

Appuntamento da non perdere: il “Sei Nazioni” in diretta dal Caffè Fandango.

Si comincia sabato 2 febbraio alle ore 15.00 con il primo incontro del torneo internazionale di rugby Italia-Irlanda, commentato da Johnny Palomba, Enrico Wanton e Alioscja. La cronaca dell’incontro in diretta su Radiofandango.

Prossimi incontri: 10 febbraio alle 15.30 Italia-Inghilterra, 23 febbraio Galles-Italia ore 15.00, 9 marzo Francia-Italia alle 16.00, 15 marzo Italia-Scozia ore 14.00. Palomba nella mischia seguirà su Radiofandango gli incontri fuoricasa.

6 nazioni

Johnny è da sempre grande estimatore delle discipline sportive spesso ignorate dal grande pubblico, da ricordare la grande sensibilità che aveva dimostrato seguendo i mondiali di ciclismo. Ecco la recinzione:

imondialideciclismodeverona

“PASSA UNCICLISTA
ME SEANNEBBIA UMPO’ LAVISTA”
aimondialideciclismodeverona ce so annatio popo come dice lintitolo popo che avverona chenfatti è nacittà piena de veronesi chenfatti allora cestava stagara diiciclisti che venivano da tutto ermonno tipo che cestavano ibrasiliani i mericani i spagnolesi i tedeschisi labbruzzesi irosci che infatti dovevano fa tuttongiro che annava inzalita indiscesa e normale allora infatti io soannatio tipo vicino allarivo essiccome sticiclisti arivavano ognittanto emmanco li riuscivo avvedè bene che annavano come se stavano surmotorino allora soannato conamico mio naazzonavip che cestava damagnà etartinevip ma soprattutto ervino allora amio bevuto umbicchiere de prosecchio nantro derosso nantro dembibbitone strano eoggnittanto sevedevamio iciclisti eppoi sebevevamio nantro prosecchio nantro rosso nantro dembibbitone strano eoggnittanto sevedevamio iciclisti eppoi sebevevamio nantro prosecchio nantro rosso eppoi ancerto punto iciclisti ereno tutti strani chenfatti numpareva più nacorza deciclismo emesembrava che stavo accore pure io anzi manco annavo imbici chenfatti mepareva devolà chenfatti volavo eddicevo unzacco decazzate e cèra unzacco depubblico capplaudiva forze perchè dicevo lecazzate offorze perchè volavo poi ancerto punto mesò umpò abbioccato e avvinto nospagnolese.
mizzio infatti seannava avvedè coppiebbartali. mò cià la cirrosi.
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Recinzione “American gangster”

29 01 2008

banner johnny palomba
ammericanghesterz

ammericanghesterz
LAMERICA CHE IMPALLINA
CIA’ ERSUO EROE
E LA SUA EROINA”
astofirm infatti cestà uregazzetto moro cancerto momento sepenza io sò sempre vissutio imborgata immezzo arterore immezzo accerti giri che manco te li sto addì allora sai checcè? io divento bono divento popo che erpiù magnanimio di tutti iboss eallora infatti vuole guarì tutti e venne le ignezzioni e ne venne tarmente tante che diventa ermoro più ricco daa città che se compra le ville cafone e le pellicce coatte e allora però ancerto punto se scopre che ste gnezzioni però fanno male e che ermoro nunè popo bonissimo allora ariva sirvio muccino colla panza che è umpolizzotto che fa dellindagginamenti teribbili e poi scopre che lautorità sò corotte scopre che adroga se lamagnano tutti scopre ertremenno monno daa collusione erpotere derdenaro e dii sordi che poi sò umpo’ la stessa cosa ma scopre soprattutto che ermonno è popo infame se te fà somiià a sirvio muccino colla panza.micuggino era unboss umpo’ bono e un po’ no. era umbenefattone.
ventunogennarodumileotto

(Admiral 16.00 davanti, con il maresciallo Pinna)





Er tempo

28 01 2008

l’appuntamento odierno con la rubrica Tempi cupi, tema : Er tempo

tempi cupi


So tempi cupi questi cupi e teribbili allo stesso medesimo istante cuasi contemporagneamente cuasi che sti tempi se mettono d’accordo pé
esse così scuri e indecifrabbili e cuello che avvorte ce vengheno addì in magnera ancora più appocalittica nun riusciamo a capillo veramente
fino nfondo chenzomma certi capoccioni se stavano appreoccupà dertempo derclima destomonno infame che pare cancerto punto sé messo aggirà nersenzo cuasi sbaiiato cianno detto state in campana che avvoi ve pare de stà nitaglia manvece stamio popo che inumpaese troppicale vaspetteno ere de siccità e de arzura arzurissima senza nagoccia daccua vaspetta ninverno che invece è nagosto callo callo dove nuntira unfilo daria manco cor ventaiio le vostre pore città saranno na savana buttate la maiia de lana e girate colle infradito daccuì alleternità emparate a
convive colle zebbre e le giraffe…
Enfatti io ioddato retta ma stinverno nummesembra così secco e così callo
Perché sò sempre tempi cupi. Ma normali. Cupi ma normali…

Traduzzione pecchì nsa e lingue:


Sono tempi cupi questi. Cupi e terribili allo stesso tempo, che tramano e ordiscono per essere allo stesso momento scuri e indecifrabili. I segnali che questi tempi ci inviano in modo così apocalittico non riusciamo a capirlo fino in fondo. Gli studiosi ci avvisano e ci mettono in guardia contro i mutamenti climatici. Il nostro mondo gira al contrario e loro ci dicono: “State attenti, voi credete di essere in Italia, invece è come se vi trovaste in un paese tropicale. Ere di siccità e di sete vi attendono. Ere senza una goccia d’acqua. L’inverno sarà come il mese di agosto, quando l’aria è immota e neanche un refolo apporta sollievo alla calura. Le vostre città saranno come una savana, potete gettare la vostra maglieria intima di lana e adoperare le scarpe infradito per tutto l’anno. Dovete imparare a convivere con gli animali tropicali, come le giraffe e le zebre”.
E allora io ho ascoltato questi consigli, ma quest’inverno, in realtà, non sembra così secco e caldo.
Perché sono tempi cupi, ma normali. Normali, ma cupi.

è possibile ammirare il direttore in tutta la sua saggezza qui:

canali.kataweb.it/kataweb-tempicupi/er-tempo

e

canali.kataweb.it/kataweb-tempicupi/2008/01/28/johnny-palomba-le-foto-rubbate





Appuntamento friccichino in TV

28 01 2008

Johnny ce dice:

“allenovedestasera a gnentedeperzonale sullasette cestò io….

mica nantro.”
Daje!




la monnezza

21 01 2008

parte oggi su Kataweb Tempi cupi, l’edittoriale di Johnny Palomba

tempi cupi

è popo un monno immonno cuesto dove tutto nesorabbirmente se rovescia e noi pori omini esseri viventi ma manco tantissimo se dovemio adattà allestreme conzeguenze eallora chi và invacanza magara immontagna seritrova impianura portato avvalle da na valanga e chi sta appianura seritrova immontagna portato incima danantra valanga . demmonnezza. perché lammonnezza è così è fatta de varie specie de vari tipi tipo labbucciadebanana ercartone derlatte labbusta derpesce alattina debbira che nunsesà più ndomettela edè popo che umprobblema probblemissimo eppoi cè lammonnezza cuella più incuietudinante cuella che nuncesepò scherzà perché stamio apparlà devitumane che è lammonnezza che semove cuella cò dupiedi cuella chellancontri pé strada e cuarche vorta te tocca pure salutalla cuella che spesso lavedemio intelevisione e avvorte sò umpo’ lastessa cosa. pé cuella le discariche se troveno sempre. ninceneritore . mai.
e che ciavemio navita poco ecologgica…

Traduzzione pecchì nsa e lingue:


Quale mondo immondo è questo, ahimé, ove tutto è inesorabilmente al rovescio e noi, poveri uomini, esseri viventi ma non poi tanto, ci dobbiamo adattare alle estreme conseguenze. Chi sale ai monti per una vacanza può ritrovarsi in pianura, travolto e trascinato a valle da una valanga, chi sta a Pianura si ritrova in montagna, portato in cima da un’altra valanga. Di immondizie. L’immondizia è varia, c’è la buccia di banana, il contenitore del latte, la busta che conteneva il pesce, la lattina di birra. E così tanta che dove metterla è un dilemma. Ma c’è un’altra immondizia, più inquietante. Su questa c’è poco da scherzare, perché quivi si parla di vite umane. E quella con due piedi, che incontri lungo il tuo cammino, e che, amaro destino, devi anche salutare. E’ l’immondizia che vedi in televisione e qualche volta il problema è lo stesso: perché le discariche si trovano sempre, ma gli inceneritori mai. E che abbiamo una vita così poco ecologica..

guarda il video:





Recinzione “Io sono legenda”

18 01 2008

Iosòlleggenda

Iosòlleggenda

CHE CE FACCIO SOLO SOLETTO
DRENTO A UMMONNO INFAME E INFETTO?”

Ce sta uregazzetto che fa ercoatto caamachina ingiro percentro mesà tipo de dommenica matina presto che nuncestà nannima ingiro e se percaso cestà cuarcuno sesà che deve daesse cuarche zombi appena scito da na discotechia zozzona teribbile tutto storto sconvorto e impasticcato eallora infatti storegazzetto prima se sente solo come uncane eppoi se sente solo manco come uncane e tutto diventa morto misterioso e incuietudinante però lui pé esse veramente sicuro de cuello che succede se segna tutto se segna cuanno magna se segna cuanno se sveiia se segna cuanno che sorge ersole cuanno che tramonta se segna lesperimenti cheffà sui sorci pelati poi sbrocca e mesà che finisce drento anadiscotechia zozzona pure lui. io pure ciò dellaventure incredibbili e me segno sempre tutto. ma popo tutto. io sò l’agenda.




la mataforia dermonno

17 01 2008

la rubrica Mo te spiego del 12 gennaio 2008: questa l’ultima apparizione sulla testata (forzista?) Epolis. Nuova collocazione sulle pagine romane del Corriere della Sera.

Inoltre appuntamento con Johnny su M del quotidiano L’Unità, periodico di filosofia da ridere e politica da piangere.. e come sempre qui sul sito dei sudditi!



Come dichio e come ossempre detto e come forze dirò speramo però no pertutta avita cuelli chenfatti vivemio sò tempi. Come? Cupi. Cupissimi e che ve lo dico affà sò tempi de treggenda e de cambiamenti che avvorte popo nuncepiaceno tempi che ce costringheno a delle riflessioni morto riflessive sullo statio dii fattacci de stomonno infame anzi popo che de sto monno sempre meno monno e sempre più immonno immonnissimo perchè averità è che avoiia a chiude locchi avoiia a fà finta degnente ma alla fine come dicheno ibbarbieri incazzosi tutti i nodi vengheno arpettine e dimolo è popo che inutile da mette aporvere sottartappeto perchè tanto primoppoi te la ritrovi tutta cuanta para para perchè è facile girasse dallantra parte e facce i vaghi speranno che poi le cose se aggiusteno da sole mappoi come pè namaggia tuttantratto seritrovamio ricoperti de monnezza monnezzissima da montagne che manco mesner ce potrebbe da riuscì a scalà e scoprimo unzacco decose che sapevamio lostesso ma siccome famio na vita da gnorri dimolo che popo nun cevà da conziderà perchè infonno infonno conducemo navita come la vista de minonna che se va bene riesce avvedè da cuì a ummetremmezzo se ce sta tanta luce sennò è buio pesto perchè la monnezza è umpo’ la metaforia dermonno che stamio avvive e nun sò solo i sacchetti e bucce de banana erpattume materialistico ma soprattutto lesistenze monnezze de tanta gente che ce circonna e semprofuma ma alla fine nabbella discarica nulla trova mai.